1848 – 1865 L’AULA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

La visita di Palazzo Carignano a Torino offre l’opportunità di osservare, protetta da vetrate, la prima aula del Parlamento subalpino, quello formatosi a seguito della promulgazione dello Statuto da parte di Carlo Alberto di Savoia (4 marzo 1848).

All’epoca, in vista delle elezioni che avrebbero dovuto svolgersi dal 24 al 27 aprile, e dell’inaugurazione dell’Assemblea dei deputati, calendarizzata per l’8 maggio 1848, si pose con urgenza il problema del reperimento di una sala adatta ad ospitare i membri eletti. Palazzo Carignano, edificio che aveva tra l’altro dato i natali al futuro Re Vittorio Emanuele II, in quel momento adibito ad uffici pubblici, vantava un’aula al piano nobile, già utilizzata dal Consiglio di Stato, che poteva servire al caso.

Dopo rapidi interventi di ristrutturazione, si giunse alla data di inaugurazione che però, essendo ancora troppo fresco il lavoro di tinteggiatura, fu ospitata nel primo piano di Palazzo Carignano.

E arriviamo al 1860. A seguito dei plebisciti che annettevano al Regno di Sardegna la Toscana, le Marche, Parma e Piacenza, il numero di deputati saliva a 353. Con ancor più pressione, occorreva trovare il modo di ospitare tutti nell’aula di Palazzo Carignano, che ormai mostrava il segno dei tempi. Ancora una volta, fu oggetto di interventi edili e anche di preziosi addobbi: il fregio a stucco che sovrasta la presidenza ad opera dello scultore Davide Calandra rappresentante Carlo Alberto con i figli Vittorio e Ferdinando, un datario ed un orologio francese ai lati dello stesso banco per aiutare le operazioni di verbale.

Il 2 aprile 1860 la prima seduta congiunta venne però tenuta nell’aula del Senato, a Palazzo Madama (Torino), in quanto i lavori erano ancora lungi dall’essere terminati. E già si parlava di Parlamento nazionale.

L’ultima seduta a Palazzo Carignano si tenne il 18 ottobre 1860. Occorreva ora trovare uno spazio per la nuova Camera dei deputati del Regno d’Italia, l’aula del parlamento subalpino non bastava più.

In soli 113 giorni venne realizzata nel cortile dello stesso palazzo un’aula provvisoria, atta a contenere 1.000 persone, compreso il pubblico.

In questa nuova Aula, il 18 febbraio 1861, presenti 443 deputati e 450 ospiti, il Re Vittorio Emanuele II leggerà il discorso della Corona, annunciando l’unità d’Italia “per la concorde volontà dei popoli e il valore degli eserciti”. Il successivo 27 marzo, sarà qui votato l’ordine del giorno che proclamerà Roma capitale d’Italia.

L’aula provvisoria espletò le sue funzioni dal 1861 al 1865. Infatti, intanto che venivano presentati i progetti per la costruzione di una definitiva aula parlamentare, la capitale venne spostata da Torino a Firenze. L’aula provvisoria venne così smontata e parti di essa recuperate per costruire la nuova aula dei deputati a Firenze e, in seguito, a Roma.