Cecilia Prissinotti

Video de LA ROMA-NAPOLI-ROMA

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Il 19 settembre scorso il Comitato Organizzatore Roma2020, come da programma, ha accolto nella piazzetta Michelangiolesca del Museo dei Bersaglieri di Porta Pia, il Gruppo “Velocipedisti Storico” dell’Associazione Nova Unione Velocipedistica Italiana ASD, gruppo di appassionati delle imprese storiche ciclistiche giunti da numerose località d’Italia.

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ASPETTANDO IL 150° ANNIVERSARIO DELLA BRECCIA DI PORTA PIA

ASPETTANDO IL 150° ANNIVERSARIO DELLA BRECCIA DI PORTA PIA

ROMA 2020 68° RADUNO NAZIONALE BERSAGLIERI


Si è conclusa con successo e massiccia presenza di pubblico la sesta edizione della manifestazione storico-musicale LUCI DELLA STORIA SU PORTA PIA.   L’evento più atteso del quartiere Nomentano che ogni anno, con la presenza delle prestigiose bande e fanfare militari, rievoca un tassello cruciale della storia d’Italia: quella famosa “Breccia” che sancì la sovranità di Roma. Il 20 settembre del 1870 un esercito cannoneggiava Porta Pia creando un varco dal quale valorosi bersaglieri entrarono in città ristabilendo l’annessione dell’Urbe al Regno d’Italia.

Grazie al sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito, rappresentato per l’occasione dal Maggior Generale Gerardo Restaino, Vice Comandante Militare della Capitale, alla direzione del progetto, firmato dal generale Nunzio Paolucci, presidente dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione Roma Capitale, al contributo dei numerosi commercianti del quartiere e dei main sponsors (Intesa San PaoloFondazione Cultura e Arte) e non ultimo, al supporto del coordinatore e presidente dell’Associazione Amici di Porta Pia, Paolo Peroso, dal 17 al 22 settembre 2019 il nostro Tricolore ha acceso i riflettori nel cortile del Museo Storico dei Bersaglieri per celebrare il 149esimo anniversario da quella memorabile data, il 20 settembre 1870.

Otto concerti di Fanfare e Bande, frammenti inediti di storia risorgimentale con il saggista Paolo Volpato, poesia romana, cori, musica folk e grandi protagonisti dello sport, come Francesco Moser (il ciclista italiano con più corse vinte), Mascia Ferri, campionessa mondiale di volo con paracadute, Michele Maffei, medaglia d’oro di Scherma alle Olimpiadi di Monaco del ‘72, Roberto Buccione ex primatista mondiale della marcia, hanno dato lustro al Tricolore e regalato esperienze culturali e sensoriali al numeroso pubblico presente. Si calcola che oltre 1.000 persone abbiano assistito agli spettacoli nonostante la pioggia abbia, qualche sera, ostacolato le performance.

È stata una settimana di musica, storia e cultura, rigorosamente ad ingresso gratuito, dedicata agli appassionati del nostro Tricolore ma con un obiettivo più ambizioso: fare memoria” in tempo di pace. Rinnovare la consapevolezza della nostra identità di cittadini italiani, ancora prima che cittadini del mondo attraverso la conoscenza della Storia Patria, chiave di accesso alla comprensione del nostro presente.

Un repertorio musicale di altissimo livello, le conversazioni sui grandi temi della nostra società insieme a ospiti prestigiosi e la consegna del Premio “Oltre la Breccia”, conferito ogni anno a entità e persone che con le loro azioni hanno contribuito al bene collettivo, hanno trasformato il Museo e l’antico cortile progettato da Michelangelo in un luogo di vibranti emozioni condivise.

Emozioni condivise dal pubblico con la consegna del premio a Cristina Contini, presidente dell’Associazione Sentire le Voci. Una donna che ha messo la sua esperienza di vita, affiancando gli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale del sistema nazionale sanitario, al servizio di uditori di voci, cercando di trasformare il disagio mentale del “sentire le voci” in una risorsa interiore capace di ristabilire un ordine e una visione più ampia della propria esperienza esistenziale.

Non di meno, il pubblico ha raccolto con coinvolgimento la testimonianza umana di Roberto La Barbera, campione mondiale paraolimpico di Salto in lungo. Esempio di come uno spirito combattivo, capace di andare oltre i propri limiti oggettivi possa comunque diventare una grande campione mondiale pur essendo privo di una gamba a seguito di un grave incidente automobilistico.

Gratitudine e riconoscimento nella consegna del premio anche per la Fondazione Cultura e Arte, braccio operativo della Fondazione Terzo Pilastro-Internazionale, rappresentata dal suo presidente Prof. Avv. Emmanuele F. M. Emanuele. Una realtà, la fondazione, che si è distinta con azioni responsabili, significative e repentine, al fine di perseguire il bene comune senza fermarsi di fronte agli ostacoli, con animo e grinta da “bersagliere”, trasformando i vincoli in opportunità, mantenendo saldi i principi e costruendo ponti per il futuro. La Fondazione opera per la promozione, la realizzazione e la diffusione di iniziative culturali e artistiche, sulla base dell’assunto fondamentale che l’arte e la cultura – nelle loro molteplici forme e manifestazioni – svolgono un ruolo di primo piano nella crescita integrale della persona, nell’affermazione dei valori di condivisione e solidarietà, e nella formazione della coscienza collettiva, annullando le differenze e affinando i conflitti, a favore dell’inclusione sociale degli individui e del dialogo costruttivo fra i diversi popoli.    

            “L’edizione appena conclusa, afferma il presidente e promotore della rassegna LUCI DELLA STORIA SU PORTA PIA, Gen. Nunzio Paolucci“ha confermato la crescita di interesse, rispetto alle precedenti edizioni, da parte del numerosissimo pubblico presente nel corso dei sei giorni di eventi. Concerti, spettacoli, cultura, hanno fatto di Luci della Storia un format di successo, dedicato non solo agli amanti e cultori della nostra storia ma anche e soprattutto ai tantissimi cittadini e giovani intervenuti”.

Si coglie l’occasione per ringraziare, Banca Intesa, la Fondazione Cultura e Arte, tutto il pubblico accorso alla manifestazione, il direttore del Museo Storico dei Bersaglieri, T. Col. Pietro Zoccolini, i tecnici che hanno consentito la realizzazione degli spettacoli, i volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri e nell’elenco: la Banda della Guardia di Finanza; la Banda della Scuola TRAMAT; la Banda della Polizia Municipale di Roma Capitale; la Banda dei Carabinieri; la Banda dei Granatieri di Sardegna; la Fanfara dei Bersaglieri di Cremona; la Fanfara dei Bersaglieri di Roma Capitale; la Banda dell’Esercito. Un ringraziamento per l’“Omaggio alla Breccia” curato da Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto, ai componenti della band Folk Rose per il viaggio in Italia attraverso le tradizioni musicali regionali e al Coro Polifonico de “Le Mille e una Nota”.

Appuntamento al prossimo anno, quando i bersaglieri saranno ancora più presenti nella Capitale d’Italia, per arrivare di “corsa” al raduno in concomitanza con il 150° Anniversario della Breccia di Porta Pia. Dal 14 al 20 settembre 2020, l’Associazione Nazionale Bersaglieri, come avvenuto nel 1970, in occasione dei 100 anni della “Presa di Roma”, organizza le celebrazioni della ricorrenza offrendo il suo 68° Raduno Nazionale.

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LUCI DELLA STORIA SU PORTA PIA

LUCI DELLA STORIA SU PORTA PIA

Dal 17 al 22 settembre 2019

Sesta edizione Un evento realizzato con il sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito MUSEO STORICO DEI BERSAGLIERI Cortile Museale “Porta Pia” Piazzale di Porta Pia – Roma Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Riflettori accesi sul Risorgimento, riflettori accesi su Roma Capitale. Martedì 17 settembre 2019, alle ore 20.30, si apre la rassegna “Luci della storia su Porta Pia”. Sesta edizione per la manifestazione rievocativa della storica breccia ad opera del Corpo dei Bersaglieri. Centoquarantanove anni fa, riconsegnavano le chiavi della città di Roma al Regno d’Italia sottraendola allo Stato Pontificio.

L’appuntamento, promosso dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, sezione Roma Capitale in collaborazione con il Museo Storico dei Bersaglieri e con il sostegno dello Stato Maggiore dell’Esercito, si svolgerà interamente nel cortile cinquecentesco di Porta Pia, sede del Museo Storico dei Bersaglieri.

Una settimana di musica, storia e cultura, rigorosamente ad ingresso gratuito, dedicata agli appassionati del nostro Tricolore ma con un obiettivo più ambizioso: fare memoria” in tempo di pace. Rinnovare la consapevolezza della nostra identità di cittadini italiani, ancora prima che cittadini del mondo attraverso la conoscenza della Storia Patria, chiave di accesso alla comprensione del nostro presente.

La sesta edizione della rassegna “Luci della storia su Porta Pia” avrà come focus una serie di anticipazioni dell’itinerario storico-culturale –in vista delle celebrazioni del 150esimo anniversario della Presa di Roma in programma per il 2020– che il nostro Paese ha percorso, dalla vittoriosa battaglia in cui Roma fu annessa al Regno, all’Italia di oggi e ai giorni che ci separano dal 20 settembre 2020.

Aspettando la data del 20 settembre 2020, saranno molte le anticipazioni culturali in forma di saluto, intervista e narrazione che alterneranno, ogni sera dalle 18.00 alle 23.00, il ricco calendario di concerti e ospiti speciali. Si parlerà del valore dello sport con Francesco Moser, di storia dell’istruzione scolastica italiana con Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Dirigenti e con Alte Professionalità della Scuola, di relazioni internazionali con autorevoli ambasciatori, di emancipazione femminile e di evoluzione del costume e della società con Flavia Marzano, Assessora del Comune di Roma, sempre con riferimento agli ultimi 150 anni da quella “breccia” che fu e rimane presidio indelebile della storia d’Italia.

Martedì 17 settembre, alle ore 20.30, si comincia con lo scrittore e storico Paolo Volpato.  Il suo intervento avrà come tema la situazione politica del 1870 con riferimenti a leggi, decreti, aneddoti e curiosità inediteA seguire, alle ore 21.00, la Banda della Guardia di Finanza eseguirà un concerto che spazierà dalla musica classica ai brani di marce militari, per approdare alle più celebri colonne sonore del cinema italiano.

Intenso il carnet dei concerti dal martedì alla domenica in programma alle ore 21.00: fanfare dei bersaglieri, delle bande militari dell’Esercito, compresa la Scuola Trasporti e Materiali, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Granatieri di Sardegna, e della Polizia Municipale di Roma Capitale.

Un omaggio alla “breccia” con le “Musiche e Poesie Romane” aprirà la serata celebrativa del 20 settembre. Un’immersione nella tradizione poetica, musicale e teatrale della Città Eterna con versi satirici, comici, drammatici e canzoni dei più autorevoli esponenti della romanità. Un progetto a cura di Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto.

Esteso alla tradizione popolare italiana sarà il viaggio nella musica dei Folk Rose, in concerto il 22 settembre. Dal Sud al Nord, percorrendo le tradizioni più antiche, la band proporrà un repertorio di tarantelle, pizziche, saltarelli, valzer e canzoni che parlano di vita quotidiana, di eroi e di immancabile amore.

Spazio al Gospel, protagonista assoluto con il Coro Polifonico “Le mille e una Nota” diretto  dal Maestro  Silvia Scicolone, in programma il 18 settembre.

Ed è proprio alla breccia che si ispira il Premio “Oltre la Breccia”, istituito dall’Associazione Nazionale Bersaglieri, in virtù di quell’azione compiuta dal corpo nel 1870 che valse, spingendosi oltre, la riconquista di Roma.  Il premio sarà riconosciuto al Campione mondiale paraolimpico di Salto in Lungo, Roberto La Barbera  e a due organismi: l’Associazione Sentire le Voci, rappresentata da Cristina Contini e la Fondazione Cultura e Arte, rappresentata da Emanuele F. M. Emanuele, presidente onorario.  Realtà che nel 2018 si sono distinte per le loro azioni responsabili, significative e repentine, al fine di perseguire il bene comune senza fermarsi di fronte agli ostacoli; con animo e grinta da “bersagliere” sono riuscite a trasformare i vincoli in opportunità, mantenendo saldi i principi e costruendo ponti per il futuro.

PROGRAMMA DELLE SERATE

 Martedì 17 settembre
Ore 21:00
Concerto inaugurale
Banda musicale della Guardia Finanza 
Mercoledì 18 settembre
Ore 18:00
Concerto Banda musicale Scuola Tramat
Ore 21:00
Concerto Coro polifonico “Le mille e una nota” 
Giovedì 19 settembre
Ore 18:00
Concerto Banda musicale della Polizia locale di Roma Capitale
Ore 21:00
Concerto Banda musicale dei Carabinieri
 Venerdi 20 settembre
Ore 18:00
“Omaggio alla Breccia”
Musiche e Poesie romane a cura di Angelo Blasetti e Dante Di Giacinto
Ore 21:00
Concerto Banda musicale Granatieri di Sardegna 
Sabato 21 settembre
Ore 18:00
Concerto Fanfara dei Bersaglieri “P.Treboldi” Cremona
Ore 21:00
Concerto Fanfara Bersaglieri di Roma “Nulli Secundus” 
Domenica 22 settembre
Ore 18:00
Viaggio nella musica tradizionale italiana con la Band “Folk and Rose”
Ore 21:00
Serata finale 
Concerto Banda musicale dell’Esercito        
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I BERSAGLIERI NELLA REPUBBLICA ROMANA

I BERSAGLIERI NELLA REPUBBLICA ROMANA

Il 3 luglio scorso presso la sala Giulio Cesare del Campidoglio si è svolta una cerimonia ufficiale dell’Assemblea Capitolina per ricordare i 170 anni della costituzione della Repubblica Romana. Alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione capitolina e di numerose personalità il Gen. Nunzio Paolucci è intervenuto con un discorso per ricordare il sacrificio dei tantissimi bersaglieri in quella turbolenta ma significativa epopea risorgimentale, sottolineando anche come grazie sempre ai bersaglieri il sogno di libertà ed unità infranto nel 1849 diverrà realtà pochi anni dopo nel 1870 a Porta Pia di cui ricorrerà il prossimo anno il 150° Anniversario.

“In un momento solenne di celebrazione di una grande pagina della nostra storia risorgimentale, voglio ricordare il contributo dei tanti bersaglieri patrioti votati alla “causa romana”.
Nel grande caos politico-militare imperante negli stati pre-unitari dell’Italia peninsulare tra 1848 e il 1849, l’abbandono da Roma da parte di Papa Pio IX crea le condizioni per l’avvento della Repubblica Romana.

Nei primi mesi del 1849, mentre Roma indossa la veste repubblicana, un condottiero ventiquattrenne, Luciano Manara, guida un contingente di bersaglieri, che durante la 1^ Guerra d’Indipendenza aveva combattuto valorosamente lungo il Po, particolarmente a Cava. In seguito la città, per onorare il ricordo di quei bersaglieri e del loro comandante, assumerà il nome di Cava Manara. Purtroppo, dopo la sfortunata vicenda di Novara e la firma dell’armistizio, Luciano Manara si mette a capo di una formazione di volontari tutti appartenuti alla disciolta divisione Lombarda dell’Esercito Sardo. Tale consistente forza non può restare in Lombardia perché gli austriaci l’avrebbe colpita duramente, ne può restare in Piemonte contrastando il trattato di pace, quindi Manara propone ai suoi volenterosi di continuare a combattere aiutando chi lottava per la libertà; i circa 600 bersaglieri che rappresentavano una forza significativa, in quanto la composizione sostanzialmente rispecchiava quella già sperimentata nella “Divisione Lombarda”, aderiscono e seguono Manara a Portofino per imbarcarsi su due piccoli vapori, il Colombo ed il Giulio II che li condurrà  attraverso uno scomodo e pericoloso viaggio a Civitavecchia. Qui il Gen. Oudinot, già da un paio di giorni sbarcato per eliminare rapidamente, secondo le sue ottuse convinzioni, la Repubblica Romana, impedisce ai volontari di sbarcare e li fa proseguire per Anzio ove attraccheranno il 27 aprile. Il 28 pernotteranno ad Albano ed il 29 entreranno a Roma entusiasticamente accolti ed ammirati dal Gen. Avezzana sebbene ostentassero sul cinturone la fibbia con lo scudo dei Savoia. I romani, vedendoli sfilare in ordine, disciplinati, con andatura fiera e signorile, restano colpiti dalla loro austerità di soldati definendoli gli aristocratici. Il 9 maggio i bersaglieri mettono in rotta 7.000 borbonici, il 16 occupano Anagni e Frosinone ed il 3 giugno rientrano a  Roma per contrastare il proditorio attacco di Oudinot. Manara, nel frattempo divenuto Capo di Stato Maggiore di Garibaldi, in seguito dirà: “giova che l’Italia sappia: solo 14.000 uomini, giovane esercito, senza esperienza e senza tradizione, tennero fronte per due mesi a 30.000 soldati di Francia”. Emilio Dandolo diverrà lo storico dei bersaglieri. Goffredo Mameli sarà l’aiutante di Garibaldi e morirà di gangrena a causa di una ferita riportata da una pallottola francese. I fratelli Cairoli cadranno nell’assalto di villa Glori alcuni anni dopo. Luciano sacrificherà eroicamente i suoi 24 anni, insiemi a tanti suoi bersaglieri rimasti senza nome e senza medaglia nell’impossibile difesa del Vascello e di Villa Spada. Nell’ultima sua lettera, scritta il giorno prima di morire Manara dirà: “….Roma in questo momento è grande, grande come le sue memorie, come i monumenti che la ornano, e che il barbaro sta bombardando”. Il 2 luglio 1849 padre Ugo Bassi celebrerà il suo funerale in San Lorenzo in Lucina, ed il 3 luglio alle ore 16.00 i francesi entreranno a Roma “minacciosa ancora nel suo silenzio”.

Il ricordo di questi valorosi è oggi affidato solo ad alcune scuole o strade cittadine di Roma e di altre città italiane. Questo doveroso omaggio non è sufficiente a tenerne viva la memoria ai tanti giovani sempre più spesso ignari di queste pagine di storia patria che invece avrebbero nei loro confronti un alto valore educativo, oltre che rappresentare una importante testimonianza da consegnare ai posteri.

Questo è ciò che la storia ci ha tramandato. Il sogno infranto della Repubblica Romana nella sua più ampia accezione di libertà e di fratellanza italica. Mi permetto di aggiungere che sarà sempre per mano di bersaglieri che quel sogno infranto nel 1849 sarà realtà solo pochi anni dopo nel 1870!

Oggi nel ricordare quei fatti storici, di grande fermento liberale, vorrei  richiamare l’attenzione, proprio in questa solenne aula, sulla prossima ricorrenza prevista nel prossimo anno: l’anniversario dei 150 anni delle “Breccia di Porta Pia”, evento culminante del Risorgimento italiano con Roma Capitale d’Italia.

I bersaglieri, come nel 1849, diverranno lo strumento o se vogliamo il braccio operativo della politica che renderà compiuto il processo di unificazione nazionale con la restituzione di Roma alla italianità.

E’ forte l’auspicio che, per tale ricorrenza, tutte le Istituzioni dello Stato possano celebrare il prossimo anniversario con la loro più solenne ed estesa partecipazione, come già avvenne nel 1970 in occasione della celebrazione della ricorrenza del centenario quando lo si volle onorare, tra l’altro, con un solenne discorso del Presidente della Repubblica pro-tempore On. Giuseppe Saragat in Parlamento, a Camere riunite, discorso improntato sulle nostre radici identitarie e sull’unità nazionale”.

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170 anni della costituzione della Repubblica Romana.

170 anni della costituzione della Repubblica Romana.

Oggi 3 luglio, cerimonia ufficiale all’Assemblea Capitolina nella sala Giulio Cesare del Campidoglio per ricordare i 170 anni della costituzione della Repubblica Romana. Alla presenza dei rappresentanti dell’amministrazione capitolina e di numerose personalità il Gen Nunzio Paolucci è intervenuto con un discorso per ricordare il sacrificio dei tantissimi bersaglieri in quella turbolenta ma significativa epopea risorgimentale, sottolineando anche come grazie sempre ai bersaglieri il sogno di libertà ed unità infranto nel 1849 diverrà realtà pochi anni dopo nel 1870 a Porta Pia di cui ricorrerà il prossimo anno il 150° Anniversario.

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Palazzo del Quirinale

Palazzo del Quirinale

Tra le attività di interesse in programma per il prossimo raduno nazionale a Roma nel 2020, organizzato per festeggiare l’Anniversario dei 150 anni della “Breccia”, è prevista la visita guidata al Palazzo del Quirinale.
Come anteprima della visita abbiamo realizzato questi bellissimi scatti!
In attesa di avervi qui a Roma, buona visione.

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I BERSAGLIERI ALLA MARATONA DI ROMA

I BERSAGLIERI ALLA MARATONA DI ROMA

I bersaglieri fiamme cremisi partecipano alla maratona di Roma insieme a tre fanfare (le fanfare di Roma Capitale, Guidonia e Valmontone) lungo il percorso. Alla partenza con la sindaca Raggi e il Capo di SME Gen Salvatore Farina la fanfara di Roma ha dato il via alla manifestazione. È l’avvio agli eventi in programma quest’anno e l’anno prossimo che ci condurranno alle celebrazioni del 150° anniversario di Porta Pia e al 68° Raduno Nazionale di Roma 2020.

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LA REPUBBLICA ROMANA

LA REPUBBLICA ROMANA

Già dal 1849 sul colle del Gianicolo  fu scritta una delle pagine più gloriose e tristi del Risorgimento italiano che ebbe come principali attori i bersaglieri.

L’esercito francese, comandato dal generale Oudinot, accorso in aiuto di Pio IX, forte di 36.000  uomini e 75 cannoni, iniziò ad attaccare alle tre del mattino del 3 giugno il settore del Gianicolo dove era acquartierato Garibaldi, il cui esercito con f orti componenti di bersaglieri, al comando di Roselli, contava 19.000 uomini accorsi da tutta l’Italia, pieni di buona volontà ma nella maggior parte dei casi scarsamente addestrati, con 100 vecchi cannoni, quasi tutti di piccolo calibro e con scarse munizioni. Cadde subito Villa Pamphili. Stessa sorte toccò a Villa Corsini, nella cui disperata difesa trovò la morte il bersagliere  Enrico Dandolo. Il bersagliere Goffredo Mameli, ferito nei pressi di San Pietro in Montorio, spirò dopo qualche giorno.

La situazione si fece tragica non appena i Francesi, nella notte tra il 21 e il 22 giugno, riuscirono a rompere la prima linea. Reggeva ancora la posizione avanzata del Vascello, presidiata dalla divisione Medici. Scriveva il bersagliere  Luciano Manara in una lettera del 29 giugno: “ogni maceria sarà difesa.

Ogni rovina che copra i cadaveri dei nostri è salita da altri che vi muoiono piuttosto che cederla. Roma in questo momento è grande, grande come le sue memorie, come i monumenti che la ornano e che il barbaro sta bombardando”. Il giorno seguente, 30 giugno, i francesi travolgevano anche questa seconda linea.

Luciano Manara era assediato con i suoi bersaglieri volontari a Villa Spada. “Una palla colpì  Luciano alla bocca dello stomaco e gli uscì dalla schiena”, ricordò Emilio Dandolo, fratello di Enrico. “Fece tre passi e io accorsi e lo presi in braccio. Ho pochi momenti da vivere, mi disse: ti raccomando i miei figli: e mi diede un bacio”. La situazione non era più sostenibile.

L’Assemblea repubblicana ritenne impossibile continuare la difesa. Il 2 luglio Garibaldi invitò quanti volessero proseguire la lotta a seguirlo: “chi vuole continuare la guerra contro lo straniero venga con me. Non offro né paga, né quartiere, né provvigioni. Offro fame sete marce battaglie e morte”. Quindi uscì da Roma con circa quattromila uomini, dirigendosi alla volta di Venezia. Il 3 luglio i Francesi occupavano la città.

Monteverde conserva numerose memorie di quei tragici avvenimenti: la Villa Doria Pamphilj, l’entrata di Villa Corsini, con le tracce delle palle di cannone francesi, Porta San Pancrazio, dove fu ferita mortalmente Colomba Antonietti, mentre combatteva, vestita da uomo, accanto al marito, l’antica osteria Scarpone, nelle cui gallerie sotterranee venivano provvisoriamente seppelliti i morti della battaglia per il Casino dei Quattro Venti, il convento di San Pancrazio, il Vascello, la “batteria dei pini”, ultimo baluardo garibaldino, dove oggi si innalza il Sacrario dei Caduti per la causa di Roma italiana.

La repubblica romana fu un’esperienza significativa nella storia dell’unificazione italiana, che rappresentava l’obiettivo della Repubblica, e vide l’incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento accorse da tutta la Penisola, fra cui Giuseppe Garibaldi e il bersagliere Goffredo Mameli.

In quei mesi Roma passò dalla condizione di Stato tra i più arretrati d’Europa a banco di prova di nuove idee democratiche, ispirate principalmente al mazzinianesimo, fondando la sua vita politica e civile quali il suffragio universale, l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto, che sarebbero diventate realtà in Europa un secolo dopo.

Adriano Mattei

Posted by Cecilia Prissinotti in Bersaglieri e Roma, Storia