Reggimenti

1° Reggimento Bersaglieri

ICTU IMPETUQUE PRIMUS

Il 16 aprile 1861 viene costituito il Comando dei Bersaglieri del 1° Corpo d’Armata dal quale dipendono sei battaglioni che avevano preso parte alla Prima Guerra d’Indipendenza (1848-1849), alla Seconda Guerra d’Indipendenza (1859) ed alla Guerra di Crimea (1855-1856).
Questa Unità dal 31 dicembre del 1861 prende il nome di l° Reggimento Bersaglieri e partecipa alla Terza Guerra d’Indipendenza (1866) ed alla Campagna di Eritrea (1887-88, 1895-96).
All’inizio del XX secolo prende parte alla Guerra italo-turca (1911-12) ed alla Prima Guerra Mondiale.
Nel corso della Seconda Guerra Mondiale combatte in Albania e nella Francia Meridionale, per essere poi sciolto l’8 settembre del 1943.
Ricostituito il 1° gennaio 1953, passa in forza alla Divisione Corazzata “Pozzuolo del Friuli”, poi alla Divisione di Fanteria “Granatieri di Sardegna”, quindi alla Divisione Corazzata “Centauro”. Ridotto a battaglione, il 31 ottobre 1976 assume la denominazione di 1° Battaglione Bersaglieri “La Marmora”.
Il 18 settembre 1995 si ricostituisce in reggimento, inquadrato nella Brigata Meccanizzata “Granatieri di Sardegna”.
Fortemente ridotto nel personale, viene virtualmente sciolto nel 2000 e la Bandiera di Guerra consegnata in custodia al Comandante della “Granatieri di Sardegna”.
Il 22 febbraio viene ricostituito in Cosenza, per cambio denominazione del preesistente 18° Reggimento Bersaglieri.

Stemma Araldico

SCUDO: Inquartato. Nel primo di cielo al palo partito di rosso (2) e di nero (1) alternati, caricato dell’elmo di Scanderbeg d’oro affiancato da due stelle (5) d’argento. Nel secondo d’azzurro al toro furioso d’oro cornato d’argento. (Torino). Nel terzo inquartato: nel 1° e 4° d’argento alla croce di rosso, col capo d’Angiò; nel 2° e 3° d’azzurro al motto “Libertas” in lettere d’oro, posto in banda (Bologna). Nel quarto campo di cielo alla quercia nodrita sulla pianura erbosa; il tutto al naturale: il tronco accostato alle sigle O.C. di nero (Civitavecchia). Il tutto abbassato al capo d’oro col quartier franco inquartato: nel 1° di rosso alla croce d’argento; nel 2° troncato: a) d’oro all’aquila spiegata di nero, coronata, rostrata e membrata del campo; b) ritroncato: sopra, fasciato di nero e d’argento, sotto, di rosso pieno; nel 3° troncato: sopra, d’argento all’aquila spiegata di nero, coronata rostrata e piotata d’oro; sotto, campo di cielo alla campagna erbosa ed alberata al cervo che si abbevera ad una fonte, presso una quercia; il tutto al naturale; nel 4°, di rosso al castello merlato alla ghibellina, torricellato di uno, a destra d’argento, murato di nero, finestrate di tre, 1-2 del campo (Prov. Pavia).

CORONA TURRITA.

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “ICTU IMPETUQUE PRIMUS”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

 

Sintesi della blasonatura

1° quarto: è dedicato alla gloria militare conseguita dal rgt. nel corso della seconda guerra mondiale in Albania (richiamata con i colori rosso nero e con l’elmo dell’eroe nazionale) sul cui fronte il 1° ha meritato due M.A.V.M. rappresentate dalle due stelle sul fondo cielo.

2° quarto: arme di Torino, per il legame territoriale con la città ove ha avuto sede la 1ª compagnia del I° battaglione, matrice della Specialità.

3° quarto: arme di Bologna, per il legame territoriale con la città ove furono costituiti i battaglioni carri inquadrati nel secondo dopoguerra nel reggimento, dal 1958 al 1975.

4° quarto: arme di Civitavecchia, città nella quale il reggimento ha preso sede nel 1958.

Il capo d’oro simboleggia la massima ricompensa al V.M. concessa al reggimento. Nel quartier franco è l’arme della provincia di Pavia, nella cui giurisdizione si è svolta la battaglia di Palestro ove il VII° battaglione meritò la M.O.V.M.

 

Decorazioni alla Bandiera di Guerra del 1° Reggimento

  

Croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia

Decreto 5 giugno 1920:Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace , domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia.
Guerra 1915-18.

 

Croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia

Decreto 3 ottobre 2008:Reggimento Bersaglieri di grande capacità operativa, agiva in territorio iracheno per sette mesi di intensa attività. In un contesto difficile ed altamente rischioso, tutto il personale dell’unità dava mirabile prova di coraggio, valore, spirito di sacrificio e profondo attaccamento al dovere. Al termine della missione, nelle delicate e rischiose fasi del ripiegamento del dispositivo militare italiano dalla provincia di Dhi QAR, evidenziava altissimi livelli di efficienza e prontezza operativa. Unità dell’Esercito che, operando nel solco della Tradizione e dei valori del corpo dei Bersaglieri ha elevato il prestigio e l’immagine delle Forze Armate Italiane nel contesto internazionale. An Nassiryah, IRAQ – 15 giugno 1º dicembre 2006.

 

 

Medaglia d’Oro al Valor Militare

Decreto 19 giugno 1859:Per la bella condotta tenuta alla presa e battaglia di Palestro.

Palestro, 30-31 maggio 1859.

 

Medaglia d’Argento al Valor Militare

Decreto 27 ottobre 1950:Animato dall’orgoglio delle gloriose tradizioni di cui sono intessuti più che cento anni della sua storia luminosa, attinse, nel travaglio di una dura campagna oltremare, nuove vette di sacrificio e di ardimento nel segno delle sue altissime virtù guerriere. In asperrimi combattimenti, sostenuti con assoluta inferiorità di mezzi, i petti gagliardi dei suoi Bersaglieri contrastarono il passo al nemico con indomita fermezza, arginandone la furiosa offensiva nella zona del lago di Ocrida. Il 9 dicembre 1940, malgrado che la sua efficienza fosse gravemente intaccata dall’ininterrotta permanenza in linea e dai cruenti sacrifici sopportati, si avventava con disperato ardimento contro preponderanti forze che erano riuscite ad affermarsi, dopo violentissima lotta, sul monte Kalase. Con impeto irresistibile annientava le baldanzose masse avversarie in furiosi combattimenti all’arma bianca, catturando prigionieri, armi, e munizioni e piantando la bandiera della Patria sulle posizioni insanguinate. Le teneva poi incrollabilmente contro ogni ritorno offensivo, assicurando in tal modo il saldo possesso di quel cardine essenziale dell’intero schieramento delle nostre truppe sul fronte italo-greco. Campagna Italo Greca 1940 -1941, Monte Kalase 29 novembre 1940 – 28 febbraio 1941.

 

 

Medaglia d’Argento al Valor Militare

Decreto 27 ottobre 1950:Il 1° Bersaglieri, temprato da lunghi mesi di aspra lotta sul fronte greco-albanese che ne aveva assottigliato le file senza scalfirne l’animo, veniva chiamato a concorrere alla difesa dell’Alto Scutarino, su cui incombeva la minaccia nemica. In sette giorni di dura battaglia, malgrado l’esiguità delle forze di fronte alla strapotenza nemica, ne fronteggiava con indomito valore i furibondi attacchi stroncandoli sanguinosamente e impedendo che il proposito ambiziosamente conclamato di raggiungere alle spalle le truppe italiane impegnate alle frontiere greche si attuasse. Nella susseguente fase offensiva le sue Unità travolgevano il nemico, riallacciandolo oltre la frontiera, superavano di sorpresa sbarramenti fortificati e si incuneavano nelle masse avversarie in ritirata, portando, primi fra le Unità italiane, il Tricolore della Patria a Ragusa. Magnifica Unità guerriera, crede e rinnovatrice di una tradizione di eroismo e di gloria, nata nelle prime battaglie del Risorgimento nazionale e affermata nel corso di tutte le guerre combattute dall’Esercito italiano. Donava nuovo apporto di sacrificio e di sangue alla gloria del Corpo. Alto Scutarino Bonzaj Ragusa 6 – 17 aprile 1941.

 

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 10 maggio 1848:Per essersi distinta nel fatto d’armi presso Verona.

6 maggio 1848 (alla 1^ compagnia del I battaglione).

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 27 giugno 1848:Per essersi distinta nel glorioso fatto d’armi sotto il monte Baldo.

18 giugno 1848 (1^ compagnia Volontari Studenti battaglione).

 

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 15 agosto 1848:Per avere combattuto con grande valore sulle alture di Rivoli, S. Giustina, Sona e Volta dal giorno 22 al 25 luglio 1848 (alla 1^ compagnia del I battaglione).
 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 13 luglio 1849:Perché, in unione alla 4^ compagnia, effettuò l’ardito colpo di mano che rese padrona di Genova la Regia truppa. 5 aprile 1849 (alla 1^ compagnia del II battaglione).

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 19   giugno 1859:Per la bella condotta tenuta alla presa e battaglia di Palestro – 30-31 maggio 1859 (al VII battaglione).
 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 3 ottobre 1860:Per essersi lodevolmente comportata nell’attacco della Rocca di Spoleto – 17 settembre 1860 (alla 9^ compagnia XXXV battaglione).

 

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 27 maggio 1859

Per essersi distinto al passaggio della Sesia (21 maggio 1859) e nelle operazioni successive su Palestro e Borgo Vercelli (22-25 maggio 1859).
Per dimostrazione sulla riva destra del Po e ricognizione sulla sinistra  e presso il confluente della Sesia 21-25 maggio1859 (al VII battaglione).

  Medaglia di Bronzo al Valor MilitareDecreto 1 giugno 1861:

Per la sua bella condotta durante l’intera campagna 1860-1861 (al VII battaglione).

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 16 giugno 1860

Per l’ordine con cui prima assaliva il nemico, eseguiva il primo attacco alla baionetta  e copriva la marcia della Brigata Aosta e per la lodevole condotta tenuta durante il combattimento. Ebbe un terzo del suo effettivo fuori combattimento, contribuendo assai alla riuscita dell’azione sebbene mandato nel mattino da monte Rughi alla Rivoltella e dalla Rivoltella ritornato per S.Polo, Lonato e Desenzano 24 giugno 1859 (al 1 battaglione).

  Medaglia di Bronzo al Valor MilitareDecreto 1 giugno 1861:

Per essersi distinto nelle operazioni contro gli insorti negli Abruzzi nel 1861 (al IX battaglione).

 

Medaglia di Bronzo al Valor Militare

Decreto 5 giugno 1920:Già ricco di onori militari per la condotta tenuta nei giorni in cui Treviso e Venezia furono salvate dal più puro e ostinato eroismo (giugno 1918), nell’ora della riscossa (26 ottobre 1918) balzò fremente al di là del Piave e si slancio con magnifico impeto, contro le formidabili posizioni avversarie, ampliando, con successivi attacchi e con ardita manovra la testa di ponte inizialmente aperta dall’avanguardia della Divisione. Di fronte a fieri e reiterati contrattacchi nemici, resi ancora più gravi dall’isolamento oltre il fiume, resistette con eroica fermezza e generoso tributo di sangue. Ripresa l’avanzata in seguito al passaggio dei corpi laterali, si slanciò sui nuovi obbiettivi, sviluppando, con luminoso ardimento, ulteriori e definitive manovre su Vittorio Veneto. Piave, giugno – ottobre 1918 (al VII battaglione).
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3° Reggimento Bersaglieri

MAIORA VIRIBUS AUDERE

Il Comando dei Bersaglieri del 3° Corpo d’Armata formato a seguito Regio Decreto 24 gennaio 1861, il 31 dicembre dello stesso anno prende nome di 3° Reggimento Bersaglieri con soli compiti amministrativi e disciplinari.

L’unità, a datare dal 1° gennaio 1871, assume anche fisionomia operativa ed è formata dai Battaglioni XVIII, XX, XXV e XXXVIII; dal 1° ottobre 1910 dispone anche del III Battaglione ciclisti soppresso poi nel novembre 1919.

Nel luglio 1924 tutto il Reggimento è trasformato in Unità ciclisti e tale rimarrà sino al 1936.

Nel 1939 il Reggimento è inquadrato nella Divisione Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta” con la quale prende parte al Secondo Conflitto Mondiale.

Al rientro dal Fronte Russo si disloca per riordinarsi in Emilia dove verrà sciolto a seguito dell’armistizio dell’8 settembre 1943.

Ricostituito il 1° luglio 1946, il 3° Reggimento Bersaglieri inquadra anche il Battaglione Bersaglieri “Goito” che ha partecipato alla Guerra di Liberazione.

Sciolto il 20 ottobre 1975, resta in vita il XVIII Battaglione con il nome di 18° Battaglione Bersaglieri “Poggio Scanno” per la 3^ Brigata meccanizzata “Goito” della Divisione corazzata “Centauro”.

Il 29 agosto 1991 si ricostituisce il Reggimento in fase sperimentale come 3° Reggimento Bersaglieri “Goito” che dal 1° agosto 1992 assume la denominazione attuale.

Il 25 novembre 2009 si trasferisce dalla sede di Milano al Poligono di Capo Teulada dove assorbe il battaglione del 1° Reggimento corazzato.

Stemma Araldico

SCUDO: di porpora, al capriolo d’oro accostato da due corni da caccia d’oro ornati da un fiocco

verde ed accompagnato in punta dal tridente d’Ucraina d’oro. Il tutto abbassato al capo d’oro.

CORONA TURRITA

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “MAIORA VIRIBUS AUDERE”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

 

Sintesi della blasonatura

Lo scudo pieno con la smalto porpora (colore tradizionale del Corpo) è espressione delle alte virtù militari del reggimento, ed a dare maggiore risalto a tante virtù è stato inserito un “capriolo”d’oro, considerato in araldica pezza onorevole di primo ordine.

Inoltre, per evidenziare l’essenza bersaglieresca concentrata nel 3° reggimento, sono riportati nello stemma due corni da caccia con fiocco verde, fregio peculiare della Specialità.

Con il capo d’oro sono simboleggiate le tre Medaglie d’Oro al Valor Militare concesse al reggimento.

 

Decorazioni alla Bandiera di Guerra del 3° Reggimento

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto 5 giugno 1920:Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia. Guerra 1915-18.

 

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto 27 gennaio 1937:Pari alla sua fama millenaria, è espressione purissima delle alte virtù guerriere della stirpe, si prodigava eroica, generosa, tenace in tutte le battaglie, dando prezioso contributo di valore e di sangue alla vittoria.

Guerra Italo-Etiopica 3 ottobre 1935 5 maggio 1936.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 31 ottobre 1920:Al III btg. Ciclisti: Con audacia indomabile si affermava su posizioni asprissime, a prezzo di un immane sacrificio di sangue. Con la sua virtù e la sua fede rinnovellò, nel durissimo travaglio, le sue forze, sì che, nell’ora dell’assalto, schiantò e travolse d’un solo impeto le formidabili difese nemiche. Si oppose con audace azione di retroguardia all’avanzata nemica dell’ottobre 1917 e diede largo tributo di sangue sul Piave, durante la prima resistenza su quel fronte e nella difesa del giugno 1918. Si distinse per slancio ed ardimento nella battaglia di Vittorio Veneto.

Vermegliano 19-21 luglio 1915, Monte Sei Busi 28-29 luglio 1915, Quota 85 Monfalcone 6 agosto 1916.

  Medaglia d’Oro al Valor Militare

 

Decreto 30 gennaio 1948:Al reggimento: Compatta e gagliarda unità di guerra, salda amalgama di energie, di volontà intrepida e di temeraria arditezza fusa nell’abilità manovriera, in dieci mesi ardua campagna ha dato vivido risalto alle superbe tradizioni, onde sono onusti il suo ceppo ed il suo nome chiamato alla battaglia del Nipro dopo mille chilometri di rudi marce, imponeva all’avversario la invitta superiorità delle sue baionette, che con travolgente irruenze e lena inesausta, sgominando ripetutamente dense e rabbiose retroguardie nemiche, faceva balenare prime e vittoriose nel cuore del Donez. Riaffermata in rischiose azioni esplorative la bella audacia dei suoi battaglioni e distintosi pel contributo di valore nel soccorso a nostra colonna avviluppata, teneva ovunque in scacco l’avversario, strappandogli capisaldi muniti e preziosi punti di appoggio. Incaricato infine della tutela di un delicato settore difensivo, ancorché ridotto di numero ed esposto ai rigori di un inverno eccezionalmente ostile, reagiva con indomito coraggio e fede suprema all’urto di forze nemiche dieci volte superiori, arginando, con l’incontrollabile diga dei petti e degli animi, la furia che minacciava di stremarlo e portando i suoi piumetti ad affermarsi in una scia di sangue oltre le posizioni riconquistate.

Fronte Russo. Nipro, Uljanowka, Maximaljanowka, Sofjewka, Stalino, Panteleimonowka, Rassipnaja, Michailowka, Stoshkowo agosto 1941 – maggio 1942.

 

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 31 dicembre 1947:Al reggimento: Superba unità di guerra, non paga del grande sangue versato e delle eroiche imprese compiute nel precedente cielo operativo, si prodigava ancora con suprema dedizione per il buon esito in numerosi combattimenti. Balzato per primo dalle posizioni tenacemente difese durante tutto l’inverno, prendeva d’assalto un importante centro ferroviario e creava la premessa per afferrare alla gola il nemico ripiegante, distruggerlo e conquistare una ricca zona mineraria. Lontana avanguardia delle truppe italiane in Russia con la 3ª Divisione Celere, slanciatosi con fulminea marcia dal Donez al Don, attaccava e conquistava con dura e sanguinosa lotta una munitissima testa di ponte, sconvolgendo il piano offensivo nemico. Travolto l’avversario in rovinosa fuga, ne frustrava i successivi suoi ritorni offensivi compiuti con forze sempre rinnovantisi. Chiamato all’arresto di masse nemiche transitate sulla destra del Don, le ricacciava con impetuoso attacco; quindi, inchiodato al terreno, costituiva insormontabile barriera ai reiterati, sanguinosi, ma vani assalti nemici, spezzandone l’impeto e facendo brillare di piena, fulgida luce, di fronte agli alleati ed allo stesso nemico, le virtù guerriere della stirpe italica.

Fronte Russo. Rassipnaja, Staz, Fatschewka, Iwanowka, Serafimowitsch, Broboski, q. 244,4 Jagodnyi 11 luglio – 1º settembre 1942.

 

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare
Decreto 24 luglio 1947:Al battaglione “Goito: Raccolse gli uomini onde riassunse le gesta di tutte le fiamme cremisi nella Guerra di Liberazione: cinquantunesimo battaglione del I Raggruppamento motorizzato, che offerse l’eroico olocausto degli allievi ufficiali di complemento a Monte Lungo; XXIX e XXXIII battaglione e prima compagnia motociclisti del C.I.L. che strenuamente guarnirono monte Marrone e le Mainarde, che spiccarono su monte Mare con balzo leonino, che combatterono duramente a monte Granale di lesi, che incalzarono saettando il nemico ad Urbino e ad Urbania; battaglione “Goito” del Gruppo “Legnano”, che immolò le avanguardie audacissime su Poggio Scanno prematuramente conquistato. Da Cassino a Bologna, sempre pari alle prestigiose tradizioni del Corpo, con impeto veemente e con generosa, alata baldanza. Campagna di liberazione, 6 dicembre 1943 – 30 aprile 1945.

 

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare
Decreto 6 dicembre 1866:Al XXV btg.: Il giorno 23 a Borgo, la notte a Levico, si distinse per coraggio, sangue freddo e disciplina nell’attacco di quelle difficili posizioni, essendo in avanguardia al 28º Reggimento fanteria. Borgo, 25 luglio 1866.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare
Decreto 29 ottobre 1922:Al III btg. Ciclisti: Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica, aprendosi il varco nei reticolati a prezzo di purissimo sangue ed in concorso con altri reparti, ne manteneva l’occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti ed i ritorni offensivi del nemico. Carso – quota 144, 14-15-16 settembre 1916.

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 3 ottobre 1860:Al XXV btg.: Per essersi lodevolmente diportato nella presa di Ancona.
Ancona, 26 settembre 1860.

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 30 settembre 1862:Al XXV btg.: Perché diede speciali prove di valore e di sagacia militare.

Aspromonte, settembre 1862

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 21 gennaio 1937Al reggimento: Continuando in terra africana le tradizioni eroiche della Grande Guerra, nelle operazioni per la conquista del Tigrai, dava continua prova di alto sentimento del dovere e di dedizione alla Patria. Con azione salda e brillante, con slancio entusiastico, con unanime valore conquistava le alture di Belesat, infrangendo l’accanita resistenza dell’agguerrito avversario e contribuendo validamente alla conclusione vittoriosa della battaglia dell’Endertà. Belesat, 15 febbraio 1937

 

 

  Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito
Decreto 17 maggio 1985:Al reggimento: Inquadrato nelle forze del contingente italiano impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezione alla popolazione, nonostante le oggettive difficoltà ambientali, si prodigava con totale dedizione ed elevata professionalità nella delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attività di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la ricerca d’armi sia in operazioni anti banditismo e/o scorte a convogli umanitari, elevate capacità operative, altissimo senso del dovere e coraggio non comune. Coinvolto in conflitti a fuoco, reagiva sempre con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacità di discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando così inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l’orgoglio e la certezza di portare vitale soccorso umanitario a una popolazione disperata e la necessità di ridare ordine a un paese martoriato dalla guerra civile sono state le motivazioni che hanno contraddistinto l’operato. Chiaro esempio di grande perizia ed estremo valore che hanno concorso a elevare e nobilitare il prestigio dell’Esercito Italiano.

Somalia, 9 ottobre 1993 – 22 gennaio 1994.

  Medaglia di Bronzo al Merito Civile
Decreto 1 dicembre 1970:In occasione di una violenta alluvione si prodigava generosamente, con uomini e mezzi, in difficili ed estenuanti interventi di soccorso alle popolazioni colpite, contribuendo validamente a contenere e ridurre i disastrosi effetti della calamità.

Provincia Vercelli, 2 novembre-20 dicembre 1968.

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6° Reggimento Bersaglieri

… E VINCERE BISOGNA

Il 16 aprile 1861 a Capua con i Battaglioni dal XXVIII al XXXIII, amplia i suoi ranghi fino a contare otto battaglioni e, nel dicembre 1865, cambia numerazione in 4° Reggimento Bersaglieri.

Si ricostituisce il 1° gennaio 1871 ad Ancona con quattro battaglioni veterani delle Campagne per l’Indipedenza, il VI, il XIII, il XIX ed il XXI, tutti provenienti dal 1° Reggimento.

Perso di forza il XXI, rinumerati in I, II e III gli altri battaglioni, concorre alla formazione di Reparti inquadrati nelle Campagne di Eritrea.

Impegnato con oltre mille uomini in Libia nel 1911-12, affronta la Grande Guerra con le fila completate da un battaglione ciclisti.

In linea nel ’15 nella Conca di Plezzo, sul Carso nel ’16, sull’Isonzo, il Vodice e la Bainsizza nel ’17, il reggimento chiude la Prima Guerra Mondiale sul Sasso Rosso nel 1918.

Riordinato nel 1923 in “Reggimento Ciclisti”, mantiene in vita il VI e il XIII Battaglione.

Impiegato al completo nella Guerra di Spagna, nella Seconda Guerra Mondiale il reggimento opera in Jugoslavia, Bosnia e Croazia, quindi, con la “Principe Amedeo duca d’Aosta”, parte nel 1942 per il fronte russo.

Rientrato in Italia con due Medaglie d’Oro alla Bandiera, il 1° luglio 1943 diviene 6° Reggimento Bersaglieri Motorizzato.

Si scioglie l’8 settembre 1943.

Il 1° ottobre 1969 si ricostituisce il VI Battaglione Bersaglieri inquadrato nel 22° Reggimento Fanteria Corazzata “Cremona”.

Sciolto il reggimento per effetto della ristrutturazione del 1975, il battaglione, con sede in Torino, assume la denominazione di 6° Battaglione Bersaglieri “Palestro”.

Nell’ambito della ristrutturazione del 1985 viene posto in posizione “Quadro” e quindi soppresso il 31 maggio 1991.

Il 16 settembre 1992, si ricostituisce in Bologna il 6° Reggimento Bersaglieri sul VI Battaglione “Palestro” per trasformazione del preesistente 10° Battaglione “Bezzecca”.

Progressivamente ridotto nei Quadri alla sede di Bologna, si ricostituisce nella sede di Trapani il 15 aprile 2005 per ridenominazione del preesistente 12° Reggimento Bersaglieri.

Il 4 novembre 2017, sul Sagrato dell’Altare della Patria, il Presidente della Repubblica ha appuntato sulla Bandiera del reggimento l’Ordine Militare d’Italia per il suo impegno nelle operazioni di supporto alla pace e soccorso umanitario in Kosovo, Libano, Afghanistan e per il presidio della diga di Mosul in Iraq.

Stemma Araldico

SCUDO: partito d’argento e d’azzurro, il primo alla torre di S. Martino al naturale; il secondo alla fascia d’argento caricata da una stella d’azzurro ed accompagnata in capo da due sciabole d’oro in decusse (Custoza) ed in punta da un fiume in fascia ondato d’argento. Il tutto abbassato ad un capo d’oro al quartier franco d’azzurro caricato del tridente bizantino d’Ucraina d’oro

CORONA TURRITA.

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “… E VINCERE BISOGNA”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro coni colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

Sintesi della blasonatura

Nella prima partizione con lo smalto d’argento (simbolo della concordia e della purità) è rappresentata la torre di San Martino, località teatro della battaglia combattuta nel 1859 (riferimento alla M.B.V.M. concessa al VI battaglione nella seconda guerra d’indipendenza).

La seconda partizione comprende in alto il ricordo della M.B.V.M. conseguita a Custoza, al centro la stella azzurra dedicata ai fatti di Aspromonte, in basso il “fiume ondato” simbolo di tutti i fiumi sacri al ricordo dei bersaglieri: Cernaia, Isonzo, Piave, Don. Lo smalto d’azzurro è simbolo di valor militare, quello d’argento di sacrificio.

Il capo d’oro simboleggia le due massime ricompense al V.M. concesse al rgt. per il comportamento tenuto in Russia nel corso del secondo conflitto mondiale, come evidenziato dal tridente d’Ucraina riportato nel quartier franco.

Decorazioni alla Bandiera di Guerra del 6° Reggimento

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto il 5 giugno 1920:Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia.Guerra 1915-18.

 

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia
Conferita con D.P.R il 26 luglio 2017:Nel solco della più fulgida tradizione dei reparti bersaglieri dell’Esercito Italiano, il reggimento dava reiterate prove di ammirevole coraggio, considerata perizia e grande senso di responsabilità, partecipando a numerose operazioni di supporto alla pace e soccorso umanitario sotto l’egida Nato e Onu. In particolare, nel corso della missione in Iraq, primi a essere schierati a presidio della diga di Mosul, obiettivo di rilevanza strategica, ai margini del confine del territorio controllato dal sedicente stato islamico, i bersaglieri del 6°, all’insegna di un immutato spirito di sacrificio e di un’assoluta dedizione, fronteggiavano, in critiche condizioni tattiche e ambientali, le minacce alla sicurezza, con ardimento e sprezzo del pericolo, dando prova di audacia ed altissimo senso del dovere. Ammirevole esempio di unità che, erede di una specialità indissolubilmente legata ai momenti più importanti della storia della nazione, dava lustro alla Forza Armata e all’Italia nel contesto internazionale.

Kosovo, Libano, Afghanistan, Iraq, 2006 – 2017.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 31 dicembre 1948:Salda e forte unità di guerra, già temprata in mesi di aspra lotta su altro fronte, si prodigava nella dura campagna di Russia con lo stesso ardore e la stessa fede che formarono la sua gloria nelle precedenti guerre d’Italia. Balzato dalla linea difensiva aspramente contesa, ma sempre inviolata, all’audace offensiva, si impossessava con sanguinosa battaglia del centro fortificato di Iwanowka, aprendo il passo alla conquista del ricco bacino minerario di KrasnijLutsch. Passato, con rapida, leggendaria marcia, dal Donez al Don, dava il suo pronto e decisivo contributo alla battaglia per la conquista di una munitissima testa di ponte nemica, annientando il nemico annidato in un settore particolarmente difficile ed insidioso. Chiamato in altro settore, dove minacciose masse russe erano riuscite a passare sulla destra del Don, con eroici contrattacchi e con tenacissima resistenza arrestava definitivamente l’avversario, rendendo vani ripetuti sfondamenti fatti dal nemico con mezzi e forze assolutamente preponderanti.
Fronte Russo. (Orlowo – Iwanowka – BokowoAntrazit – Bobrowski – quota 224 – Jagodnyj – quota 208) febbraio-settembre 1942.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 26 maggio 1956:Magnifico Reggimento Bersaglieri durante la campagna in Russia già duramente provato e copertosi di gloria, stremato nelle sue file, ma non domo, compì atti prodigiosi nella tormentata manovra di ripiegamento delle truppe dell’A.R.MI.R. segnando, dal Don al Dnieper, con copioso sangue le tappe di una lotta epica. in nobile gara di eroismo e di sacrificio con altre truppe: avanguardia arditissima in cruenti puntate controffensive, temeraria ed implacabile retroguardia, in durissimi combattimenti di arresto contrastò passo a passo il procedere baldanzoso di forti colonne corazzate nemiche, rompendone più volte l’accerchiamento con mezzi ed armi di gran lunga inferiori in numero ed efficacia. Sorretto da una disperata volontà di resistenza, benché sopraffatto dalle travolgenti forze avversarie, dopo aver perduto circa il 70% dei suoi effettivi chiuse combattendo per ultimo, sulle sponde del Dnieper, il tragico ciclo operativo, ammirato dagli alleati a fianco dei quali validamente si batteva, tenendo ovunque alto il nome dei soldati d’Italia e sempre fedele alle nobili tradizioni del Corpo”.

Fronte russo, fiume Don, fiume Dnieper, 17 dicembre 1942 – 20 febbraio 1943.

  Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito
Decreto 17 marzo 1995:Inquadrato nelle forze del contingente italiano impegnato in Somalia per le operazioni di soccorso e protezioni alla popolazione, nonostante le oggettive difficoltà ambientali, si prodigava con totale dedizione ed elevata professionalità nella delicatissima e pericolosa missione. Operando in condizioni estreme di sicurezza, i suoi uomini hanno sempre confermato sia in attività di controllo del territorio, sia in azioni di rastrellamento per la ricerca d’armi sia in operazioni anti banditismo e/o scorte a convogli umanitari, sia infine durante le fasi di abbandono delle posizioni di BeletWein e Bulo Burti, elevate capacità operative, altissimo senso del dovere e coraggio non comune. Più volte coinvolte in conflitti a fuoco, le sue unità reagivano sempre con efficacia, dimostrando in ogni circostanza la capacità di discriminare e graduare le reazioni del proprio personale evitando così inutili spargimenti di sangue. La fierezza, l’orgoglio e la certezza di portare vitale soccorso umanitario ad una popolazione disperata e la necessità di ridare ordine ad un paese martoriato dalla guerra civile sono state le motivazioni che hanno contraddistinto l’operato. Chiarissimo esempio di soldato che ha dato lustro all’Esercito Italiano, facendogli riscuotere unanime ammirazioni dalle Forze Armate Internazionali impiegate in Somalia.

Somalia 30 novembre 1993 – 24 febbraio 1994

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 27 maggio 1859:Per essersi distinto al passaggio della Sesia e nelle operazioni successive su Palestro e Borgo Vercelli.

21 mag. 1859, 22- 25 mag. 1859 (Al VI Btg.).

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 30 settembre 1862:Perché diede prova di valore e di sagacia militare (fatto d’arme di Aspromonte). Settembre 1862 (al VI Btg.).

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 6 dicembre 1866:Per la valorosa ed intrepida condotta tenuta al fatto d’armi di Custoza.

24 giugno 1866 (al XIII Btg.).

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 29 ottobre 1922:Sotto violento fuoco attraversava l’Isonzo, irrompendo nelle trincee nemiche ed in quattro giornate di aspra lotta validamente concorreva, con slancio intrepido e fulgido valore, al conseguimento della vittoria. Malgrado le forti perdite subite, manteneva tenacemente le posizioni conquistate, resistendo ai violenti e ripetuti contrattacchi nemici. Si distinse per slancio e ardimento nella riconquista di un’importante posizione. Bainsizza 16-20 agosto 1917.

 

 

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7° Reggimento Bersaglieri

CELERITATE AC VIRTUTE

Il 7° Reggimento Bersaglieri viene costituito in Verona il 1° gennaio 1871 con i Battaglioni VIII, X, XV provenienti dal 2° Reggimento, e con l’XI proveniente dal 4°.

Nel 1883 si ridusse su tre battaglioni perdendo il XV. Il reggimento, infatti, concorre alla costituzione di alcuni Battaglioni Bersaglieri per la Campagna d’Eritrea prima e successivamente per la Campagna di Libia.

Dal 1910 si accrebbe del VII Battaglione ciclisti e nel 1926 si trasformò in Reggimento ciclisti su due battaglioni.

Partecipa alla guerra d’Africa nel 1887-88, alla guerra Italo-Turca nel 1911-12, alla Prima Guerra Mondiale ove, nell’ottobre 1915 il X Battaglione, inquadrato nel 7° Reggimento, conquista la città trentina di Bezzecca.

Dal 6 novembre 1916 il reggimento viene inquadrato nella II Brigata Bersaglieri.

Dal 1941 al 1943 partecipa alla campagna d’Africa, cambiando spesso dipendenza.

Tre volte distrutto e tre volte ricostruito, meritò la citazione sul Bollettino di Guerra n° 736 e la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il 21 ottobre 1975, con la costituzione dei Battaglioni Bersaglieri autonomi, le tradizioni e la Bandiera del “Settimo” sono affidate al 10° Battaglione Bersaglieri “Bezzecca”.

Il 21 ottobre 1992 il “Settimo” viene ricostruito in Bari nei ranghi della Brigata “Pinerolo” e inquadra l’XI Battaglione Bersaglieri, successivamente sostituito dal X Battaglione Bersaglieri “Bezzecca”.

Il 19 dicembre 2012 il Reggimento si trasferisce alla sede di Altamura.

Stemma Araldico

SCUDO: Interzato in palo. Il primo d’argento troncato da una doppia merlatura di porpora in fascia: a) ad una rosa araldica di rosso bottonata d’argento (Crimea); b) a due sciabole in decusse pure d’argento, una delle quali a lama ricurva (Custoza); il secondo d‘azzurro alla torre di San Martino d’argento, finestrata di nero; il terzo d’argento alle gemelle ondate d’azzurro, sormontate da una croce biforcata di rosso (Santo Stefano). Il tutto abbassato ad un capo d’oro col quartier franco di azzurro al silfio d’oro di Cirenaica.

CORONA TURRITA.

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “CELERITATE AC VIRTUTE”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

 

Sintesi della blasonatura.

La prima partizione ricorda in alto la presenza dei bersaglieri in Crimea ed in basso la partecipazione alle guerre risorgimentali, in particolare alla battaglia di Custoza. La doppia merlatura è riferita alla piazzaforte di Sebastopoli, sulla cui cintura esterna si svolsero sanguinosi scontri; il porpora è il colore tradizionale della Specialità.

Nella seconda partizione con lo smalto d’azzurro (simbolo di amor di patria e di lealtà) è rappresentata la torre di San Martino a ricordo della M.B.V.M. concessa nel giugno 1859 al X battaglione.

La terza partizione è dedicata alla guerra 1915-18; in alto la croce di Santo Stefano richiama Bezzecca (ove si è combattuto anche nel 1866); in basso sono raffigurati i due fiumi sacri, Isonzo e Piave, ove i bersaglieri si batterono con grande valore.

Il capo d’oro simboleggia la massima ricompensa al V.M. concessa al reggimento in Africa Settentrionale nel corso del secondo conflitto mondiale, come evidenziato dal silfio di Cirenaica riportato nel quartier franco.

Decorazioni alla Bandiera di Guerra del 7° Reggimento

 

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto 5 giugno 1920:Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia.Guerra 1915-18.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 7 aprile 1949:Fiero Reggimento per compagine di spiriti e di cuori, in venti mesi di durissima, estenuante campagna, si prodigava con suprema dedizione, offrendo in ogni circostanza prove di leggendario valore. Costantemente aggressivo nelle azioni offensive, primo tra i primi a raggiungere e mantenere gli obbiettivi fissati e duramente contesi dall’agguerrito avversario, tenace nella difensiva sostanziata da arditi, violenti contrattacchi, audace nel contenere lembo a lembo a potenti Unità corazzate durante tormentosi ripiegamenti, teneva ovunque, e particolarmente nella crisi, in pieno onore il prestigio delle armi italiane, superbo nelle epiche, impari lotte come nel sacrificio. Tre volte decimato, tre volte ricostituito, fu sempre pari alle sue gloriose tradizioni.

Africa Settentrionale aprile 1941 maggio 1943.

 

  Medaglia d’Argento al Valore Militare
Decreto 5 giugno 1920:In combattimento ed in trincea fu costante esempio di valore, di tenacia, di saldezza. Con slancio irresistibile, superate le munite trincee avversarie, conquistava, di primo balzo, le posizioni di Jamiano, dando poscia efficace, contributo alla conquista della linea Flondar. Richiamato in linea dopo soli due giorni per fronteggiare un violento attacco nemico, si gettava ancora nella lotta con audacia ed abnegazione sublimi.

Novembre 1916, giugno – 1917 q. 144 – Jamiano – Flondar.

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 24 giugno 1859:Per la valorosa ed intrepida condotta tenuta nella battaglia di Custoza (all’VIII battaglione)

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 24 giugno 1866:Per la bella condotta tenuta durante la giornata del 24 giugno a San Martino (al X battaglione)»
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8° Reggimento Bersaglieri

VELOX AD IMPETUM

L’8° Reggimento viene costituito il 1° gennaio 1871, con quattro battaglioni, tutti provenienti dal 3° Reggimento, dei quali assomma le gloriose tradizioni e le relative ricompense alla Bandiera di Guerra.

Fornisce personale per la campagna d’Eritrea (1895-96), per il Contingente Internazionale a Candia (Creta 1897-98) e per il Corpo Internazionale in Cina (1900-1901).

Impegnato nel 1908 in soccorso alle popolazioni di Calabria e Sicilia, tra il 1911 e il 1912 prende parte alla guerra Italo-Turca e partecipa alla Grande Guerra battendosi nel Cadore e poi sul Piave. Coinvolto con un battaglione nella controversa esperienza fiumana, dal 1924 al 1936 opera come Reggimento Ciclisti.

Inquadrato nel 1937 nella Brigata Celere “Principe Amedeo Duca d’Aosta” passa nel ’38 nella II Brigata Corazzata che dal 1° febbraio 1939 si trasforma in 132^ Divisione Corazzata “Ariete”, con la quale, nel 1939 partecipa all’occupazione dell’Albania.

Condivide il ciclo operativo della Divisione in Africa Settentrionale ed esce quasi distrutto dalla battaglia di El Alamein nel 1942.

Riordinato con battaglioni di altri Reggimenti Bersaglieri, è assegnato alla Divisione Corazzata “Giovani Fascisti”, con la quale si batte in Tunisia.

Per il tributo di sangue la Bandiera del Reggimento merita due Medaglie d’Oro al Valor Militare. Sciolto il 13 maggio del ’43, si ricostituisce il 15 luglio a Verona dove, il 9 settembre cessa di esistere.

Successivamente, si ricostituisce il 15 settembre del 1949 inquadrato nella ricostituita Divisione Ariete.

Nel 1975 il Reggimento si scioglie dando vita al Comando 8^ Brigata Meccanizzata “Garibaldi” ed ai suoi battaglioni: il 3° Bersaglieri “Cernaia” che conserva la Bandiera e le tradizioni dell’8°, l’11° Bersaglieri “Caprera”, il 26° Bersaglieri “Castelfidardo”, il 7° Carri “Di Dio”.

Dal 30 giugno 1991, in conseguenza del trasferimento della Brigata in meridione, il 8° Bersaglieri prende sede in Caserta.

Nell’ambito del riordinamento della Forza Armata, dal 26 giugno 1993 il battaglione è inquadrato nell’8° Reggimento Bersaglieri che si ricostituisce in Caserta.

Stemma Araldico

SCUDO: d’azzurro alla banda nebulosa d’argento, accostata a sinistra da un silfio reciso d’oro,

alla campagna di rosso alla croce d’argento (Novara); il tutto abbassato al capo d’oro.

CORONA TURRITA.

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “VELOX AD IMPETUM”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro con i colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

 

Sintesi della blasonatura

Lo scudo pieno con lo smalto azzurro (simbolo di amor di patria e di lealtà) è espressione della gloria militare conseguita dal reggimento su tutti i campi di battaglia ove lo stesso è stato chiamato a combattere.

La “banda nebulosa” ricorda l’appartenenza dell’8° alla Divisione Corazzata “Ariete” in quanto la “banda”, in passato, è stata inserita negli stemmi di reparti della stessa grande unità.

La presenza del reggimento in Africa Settentrionale nel corso del secondo conflitto mondiale è sottolineata dal silfio di Cirenaica.

L’arme di Novara nella punta dello scudo (argento e rosso colori che coincidono con quelli del vecchio Piemonte) ricorda la battaglia combattuta nel 1848 alla quale parteciparono con valore i battaglioni confluiti poi nell’8° alla sua costituzione.

Il capo d’oro simboleggia le due massime ricompense al V.M. concesse al reggimento.

Decorazioni alla Bandiera di Guerra dell’8° Reggimento

 

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto 5 giugno 1920:Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia.

Guerra 1915-18.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 31 dicembre 1947:Strumento di guerra, nel quale agilità e potenza sono contemperate e fuse, animi e corpi protesi in ferreo blocco al sacrificio ed alla gloria, in circa due anni di guerra sanguinosa in territorio desertico ha dato prove fulgidissime di eroico valore. In continuo contatto con il nemico più forte ed implacabile ha opposto alla maggiore forza il coraggio, all’implacabilità la fermezza stoica e ne ha avuto, in ogni confronto, schiacciante ragione. Mai arrestato dal piombo avversario nelle sue marce vittoriose ha sempre saputo, opponendo le sue armi ed i suoi petti, stroncare inesorabilmente le iniziative del nemico. Il sangue generoso dei suoi Ufficiali, Sottufficiali, Bersaglieri, continuatori eroici di una tradizione che non ha macchia, ha irrorato e fecondato le sabbie del deserto: ElMechili, Tobruk, Passo Halfaja, Sollum, Capuzzo, BirEl Gobi, Dakar ElAslagh, nomi legati alle glorie della Patria, sono le tappe gloriose del reggimento, due volte sacrificatosi nell’estremo olocausto, due volte risorto nel nome dei suoi eroici figli caduti. Lo stesso nemico, ha espresso la stupita ammirazione per i fanti piumati del reggimento, espressione purissima delle virtù guerriere dell’italica stirpe.

Africa Settentrionale, aprile 1941-settembre 1942.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 28 luglio 1950:Dopo aver data all’azione comune eccezionale contributo di fede e di sangue, in sette giorni di titaniche gesta, respingeva le preponderanti forze avversarie e manteneva le proprie posizioni oltre i limiti delle possibilità umane.

Battaglia del Mareth (Tunisia) marzo-aprile 1943.

 

  Medaglia d’Oro al Valore dell’Esercito
Decreto 14 maggio 1999:Reggimento inquadrato nel contingente ITALFOR nell’ambito dell’operazione multinazionale Joint Endeavour in Bosnia Erzegovina, operava fin dall’inizio della missione e per oltre cinque mesi con indefettibile impegno, straordinaria capacità ed ammirevole spirito di sacrificio per assicurare il buon esito dell’operazione, in un contesto di generalizzato pericolo di degrado della situazione tra le fazioni in lotta, reso ancor più difficile dalle proibitive condizioni climatiche. Con il generoso slancio tipico della specialità, i bersaglieri dell’8º reggimento superavano ogni difficoltà e, agendo con costante equilibrio, senso di responsabilità ma anche con giusta determinazione, imponevano ai contendenti il rispetto degli accordi internazionali, meritando sul campo la fiducia di tutte le fazioni. Il modo di operare dell’8º reggimento nel settore di responsabilità non solo consentiva la piena applicazione del piano di pace ma contribuiva in misura notevole al graduale ritorno a normali condizioni di vita della popolazione locale, grazie al senso di sicurezza che i soldati italiani sapevano infondere con la loro presenza vigile e qualificata. Nella gestione delle delicate attività nel distretto di Vogoska- primo quartiere di Sarajevo interessato al trasferimento di autorità tra le opposte fazioni- come nella scorta ai convogli umanitari lungo l’insidioso corridoio di Goradze o come ancora in occasione dell’esodo di circa seimila Serbi verso la Repubblica Serba di Bosnia, o nella tutela di vite umane e di infrastrutture e in tutte le altre innumerevoli circostanze che li hanno visti impegnati, i soldati di ogni ordine e grado dell’8º reggimento davano prova di indiscusse capacità, grande spirito di abnegazione ed eccezionale sensibilità umana, cogliendo risultati di altissimo pregio, ampiamente riconosciuti tanto in ambito internazionale quanto dalle popolazioni locali. Chiaro esempio di elevatissima professionalità, costante saldezza morale e sicuro valore militare, che esalta il prestigio dell’Esercito italiano e della Patria.

Bosnia Erzegovina, 18 dicembre 1995- 22 maggio 1996.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare
Decreto 5 giugno 1920:Sulle ardue vette del Cadore, in sanguinosi combattimenti, fu esempio di forza e di saldezza. Nella mirabile difesa del Piave, con il fulgido ardimento e gravi sacrifici di sangue, sbarrò il passo all’imbaldanzito nemico. Avanguardia di una Divisione speciale di bersaglieri, nella suprema battaglia della riscossa, irruppe impetuosamente oltre il Piave, offrendo all’ultima ora della lotta, alla radiosa Vittoria della Patria, il fiore dei suoi ardenti bersaglieri.

4 novembre 1918.

 

  Medaglia d’Argento al Valore dell’Esercito
Decreto 4 gennaio 1978:Interveniva tempestivamente con uomini e con mezzi nelle zone del Friuli devastate dal violento terremoto, prodigandosi per più giorni in una instancabile e generosa opera di soccorso alla popolazione duramente colpita. Affrontava, con alto senso del dovere e con spirito di solidarietà umana incombenti pericoli per il ripetersi delle scosse telluriche, contribuendo a ridurre le conseguenze del disastroso evento. L’aiuto offerto con tenacia e fraterna generosità riscuoteva riconoscenza ed apprezzamento, con riflessi nell’affermazione del prestigio dell’Esercito.

Friuli, 6 maggio 1976-30 aprile 1977.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Civile
Decreto 18 maggio 1964:Temprato ad ogni arditezza e sacrificio, l’8º reggimento bersaglieri, in nobile e fraterna gara con altri reggimenti dell’Esercito, ha scritto, nel soccorrere, tra insidie e disagi innumeri, le popolazioni colpite dal disastro del Vajont, fulgide pagine di generoso altruismo e di eroica abnegazione.

Longarone 10-15 ottobre 1963.

 

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 13 luglio 1849:Per essersi distinta alla battaglia di Novara – 23 marzo 1849 (alla 9ª compagnia del III battaglione).

 

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 13 luglio 1849: Per essersi distinta alla battaglia di Novara – 23 marzo 1849 (al V battaglione).

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 12 luglio 1859:Pel modo distinto con cui perdurò nel combattimento, per cui ebbe un terzo del suo effettivo messo fuori combattimento – Madonna della Scoperta, 24 maggio 1859 (alla 9ª compagnia del III battaglione)»

 

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 15 aprile 1915:Per la bella condotta tenuta dal reggimento, nei combattimenti di Mergheb, 28 ottobre 1911 e 27 febbraio 1912, di Lebda (Sidi Barcù), Libia – 2 maggio 1912.

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Decreto 5 giugno 1920:In rincalzo all’XI battaglione bersaglieri ciclisti, mantenne con incrollabile valore, nella notte dal 20 al 21 luglio 1915, la conquistata posizione di Monte San Michele. Il mattino del 21, con energici contrattacchi e gravi sacrifici di sangue, permise alle truppe impegnate e minacciate d’accerchiamento, di ripiegare ordinatamente dalla posizione.

Monte San Michele – 21 luglio 1915 (all’VIII battaglione).

 

  Medaglia d’Argento di Benemerenza
Decreto 5 giugno 1910:Si segnalò per operosità, coraggio, filantropia, abnegazione nel portare soccorso alle popolazioni funestate dal terremoto Calabro-Siculo. Calabria-Sicilia 1908
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11° Reggimento Bersaglieri

“QUIS ULTRA?”

Il 16 settembre 1883 viene costituito in Caserta l’11° Reggimento Bersaglieri.

Nel corso del Primo Conflitto Mondiale il reggimento è impegnato fino all’11 febbraio 1916 nell’ambito delle Divisioni di fanteria, e successivamente è inquadrato nella II Brigata Bersaglieri affiancato, prima dal 9° Reggimento e poi, dal 6 novembre 1916, dal 7° Reggimento.

Dal 10 maggio 1923 il reggimento è trasformato in ciclisti e tale rimarrà sino al 1936.

Dal 1° febbraio 1938, l’11° Bersaglieri è inquadrato nella 1^ Divisione Celere “Eugenio di Savoia” e con tale Grande Unità prende parte al Secondo Conflitto Mondiale, nel corso del quale, tuttavia, cambia più volte dipendenza.

A seguito degli eventi determinati dall’armistizio, è sciolto l’8 settembre 1943 in territorio Jugoslavo (Dalmazia).

Il 1° novembre 1975, in Aviano, viene costituito il 27° Battaglione Bersaglieri “Jamiano”, per trasformazione del preesistente XXXVIII Battaglione del disciolto 132° Reggimento Carri. Assegnato alla 132^ Brigata corazzata “Manin”, riceve la Bandiera dell’11° Reggimento Bersaglieri. Il 29 settembre 1992 il battaglione perde la propria autonomia ed il giorno successivo è inquadrato nell’11° Reggimento Bersaglieri che si ricostituisce in Aviano e successivamente trasferito nell’attuale sede di Orcenigo Superiore.

Il 18 aprile del 1997, il XXVII Battaglione è sostituito dall’XI Battaglione Bersaglieri “Caprera” che come segno tradizionale di appartenenza al disciolto 182° Reggimento fanteria corazzata “Garibaldi” continua a portare la cravatta rossa.

 Stemma Araldico

SCUDO: partito; il primo d’argento alla colonna spezzata su basamento, al naturale, accostata in capo da due silfi di rosso; il secondo d’azzurro ad un monte all’italiana d’oro di tre cime uscenti dalla punta, sormontato da due gemelle pure d’oro, ondate, poste in fascia. Il tutto abbassato ad un capo d’oro caricato dal quartier franco d’azzurro alla palma fruttata d’oro (Tripoli), radicata su campagna di verde.

CORONA TURRITA.

ORNAMENTI:

(1) Lista bifida: d’oro, svolazzante, collocata sotto la punta dello scudo, incurvata con la concavità rivolta verso l’alto, riportante il motto “QUIS ULTRA?”.

(2) Onorificenza: accollata alla punta dello scudo con l’insegna pendente al centro del nastro coni colori della stessa.

(3) Nastri rappresentativi delle ricompense al Valore: annodati nella parte centrale non visibile della corona turrita, scendenti svolazzanti in sbarra ed in banda dal punto predetto, passando dietro la parte superiore dello scudo.

 

Sintesi della blasonatura

La prima partizione è dedicata alle operazioni in Libia alle quali ha partecipato l’11° fra il 1911 ed il 1913: la colonna recisa ricorda l’olocausto dei bersaglieri a Sciara Sciat ed i due silfi sono emblema delle località ove sono state concesse le due medaglie al V.M., una d’oro (a Tripoli) ed una di bronzo (ad Assaba).

Nella seconda partizione, sullo smalto d’azzurro simbolo di amor di Patria e di lealtà, sono ricordati i fiumi Tagliamento e Isonzo (gemelle ondate) ed il Carso e le colline che sovrastano l’Isonzo (monte all’italiana), zone ove i bersaglieri si sono valorosamente battuti nel corso della prima guerra mondiale.

Il capo d’oro simboleggia la massima ricompensa la V.M. concessa al reggimento per il fatto d’arme di Tripoli, località rappresentata nel quartier franco dalla palma.

Decorazioni alla Bandiera di Guerra dell’11° Reggimento

 

  Croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia
Decreto 5 giugno 1920 (all’Arma di Fanteria):Nei duri cimenti della guerra, nella tormentata trincea o nell’aspra battaglia,conobbe ogni limite di sacrificio e di ardimento; audace e tenace, domò infaticabilmente i luoghi e le fortune, consacrando con sangue fecondo la romana virtù dei figli d’Italia Guerra 1915 – 18.

 

  Medaglia d’Oro al Valor Militare
Decreto 12 novembre 1911:Per essersi particolarmente distinto per prove di mirabile valore e di esemplare fermezza nel fatto d’arme del 23 ottobre davanti a Tripoli.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare (concessa al Battaglione ciclisti)
Il suo battaglione Ciclisti fu primo a giungere in vetta al monte San Michele (Carso), che occupò e tenacemente mantenne fino a che il nemico soverchiante, con violentissimo fuoco, non riuscì a stremarne le forze.Carso 20-21 luglio 1915.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare (concessa al Reggimento)
In combattimento o in trincea fu costante esempio di valore, di tenacia, di saldezza. con slancio irresistibile, superare le munite trincee avversarie, conquistava di primo balzo le posizioni di Jamiano dando efficace contributo alla conquista della linea Flondar. Richiamo in linea dopo due giorni per fronteggiare un violentissimo attacco nemico, si gettava ancora nella lotta con audacia e abnegazione sublimi.Novembre 1916-giugno 1917.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare (concessa al Battaglione ciclisti)
Con indomita audacia ed irresistibile slancio irruppe nelle trincee nemiche q. 85 sino allora invano attaccate, mantenendole con tenace valore contro i furenti contrattacchi nemici pur con forza assottigliate dalla lotta sanguinosa (Monfalcone, 6 agosto 1916). Incaricato di aggirare la stretta di Serravalle, riusciva ad avere ragione di soverchianti forze nemiche fortemente trincerate, catturando prigionieri, mitragliatrici e cannoni. Monfalcone, 6 agosto 1916 – Revine Lago, 30 ottobre 1918.

 

  Medaglia d’Argento al Valor Militare (concessa al Battaglione ciclisti)
Assaltava con impeto eroico una fortissima posizione carsica aprendosi il varco nei reticolati, a prezzo di purissimo sangue in concorso con altri reparti, ne manteneva l’occupazione in tre giorni di epica lotta, malgrado i violenti bombardamenti e ritorni offensivi del nemico. Carso q.144 Monfalcone 14-15-16 settembre 1916.

 

  Medaglia di Bronzo al Valor Militare
Per la bella prova di valore data dai battaglioni XXVII e XXXIII nel combattimento del 23 marzo 1913 ad Assaba.

 

  Croce al Valor Militare
Reggimento bersaglieri della Brigata Ariete partecipava alla missione “Antica Babilonia 3” in Iraq inquadrato nell’Italian Joint Task Force. In tale contesto operava in una terra caratterizzata da persistenti conflittualità, oggettive difficoltà ambientali e in situazioni costantemente cariche di forti tensioni e diffusa instabilità. In particolare, a seguito di disordini in altri settori, la situazione in An Nasiriya degenerava in violente manifestazioni che, sfociate nell’occupazione dei tre ponti sul fiume Eufrate e in un crescendo di atti intimidatori e ostili, impedivano lo svolgersi delle attività vitali della città. In tale difficile e complesso contesto il reggimento riceveva il compito di intervenire per riconquistare i ponti e riprendere il controllo della città con un’operazione che sin dai momenti iniziali si rivelava delicata e pericolosa. Non appena raggiunti i ponti, l’unita’ veniva sottoposta a reiterate ed intense azioni di fuoco da parte di gruppi di guerriglieri appostati ovunque a difesa. Sprezzante del pericolo, il reggimento reagiva con determinazione e coraggio costringendo, dopo oltre tredici ore di combattimenti, gli elementi ostili ad abbandonare le posizioni e riacquisendo il controllo dei ponti.L’operazione veniva unanimemente apprezzata anche per la sua efficacia e la capacità di limitare, nonostante i prolungati e cruenti combattimenti, i danni collaterali nei riguardi della popolazione innocente. Straordinario esempio di unità coesa e fortemente motivata, che nella circostanza ha confermato indiscussa perizia professionale, coraggio, saldezza morale e chiarissime virtù militari elevando, grazie al valore dimostrato, il prestigio delle Forze Armate Italiane.Tallil-IRAQ, 6 aprile 2004.

 

  Medaglia di Bronzo al Valore dell’Esercito
Interveniva prontamente nelle zone del Friuli devastate dal violento terremoto soccorrendo con generosità e con alto senso del dovere le popolazioni duramente colpite. Il soccorso prestato, che ha validamente contribuito a rendere meno gravi le conseguenze del disastro, ha riscosso l’apprezzamento e la gratitudine delle Autorità e della popolazione.Friuli, 6 maggio 1976 – 30 aprile 1977.

 

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